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Impianti gestiti dalla Swimming |
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Respirazione, moto e benessere osseo |
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I benefici del nuoto si vedono soprattutto sullo sviluppo osseo, infatti la gabbia toracica tende ad ingrandirsi, si possono correggere le deviazioni della colonna vertebrale e contemporaneamente non si sovraccaricano le articolazioni. Inoltre il nuoto stimola la coordinazione motoria e respiratoria ritmando inspirazione ed espirazione, può curare obesità e alta pressione.
Anche l’aspetto psico-sociale della persona ne trae vantaggio, poiché si sviluppa una capacità di comprensione, di concentrazione, di apprendimento e spesso si ha anche un ritrovamento della stima in se stessi.
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L'aspetto psico-sociale per i bambini |
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I benefici che i bambini ne traggono sono ancora più evidenti; innanzi tutto si ha un potenziale sviluppo motorio e un miglioramento della concentrazione, inoltre il nuoto migliora la capacità del bimbo di percepire i pericoli.
Il nuoto è anche lo sport ideale per le gestanti, che lo possono praticare fino alla fine della gravidanza. L’attività in acqua può essere utile perché aiuta a mantenere le capacità motorie; le esercitazioni in acqua agiscono non solo a livello muscolare, ma anche a livello respiratorio e circolatorio e devono essere eseguite in uno stato di rilassamento psicologico.
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Il nuoto viene usato anche per soccorso e per evitare affogamenti. Molto spesso si tratta di autosoccorso, quando una persona, che è caduta involontariamente in acqua, nuota per restare a galla e per raggiungere la riva.
In aggiunta il nuoto viene usato per soccorrere altri nuotatori in difficoltà. Esistono diversi stili di nuoto adatti a questo scopo.Tali tecniche sono studiate ad esempio dai bagnini, o da membri della Guardia costiera. Il soccorso in acqua, dapprima praticato solo per recare aiuto a nuotatori in difficoltà, è oggi diventato un vero e proprio sport detto salvamento. Le competizioni di salvamento prevedono gare in acqua effettuate trasportando manichini, immergendosi in acqua sotto degli ostacoli per simulare il soccorso di persone già mezze affondate o simili.
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Dato il gran numero di praticanti a tutte le età, già negli anni ottanta si iniziò a codificare una categoria a parte per tutti quei nuotatori, sia ex-agonisti, sia nuovi adepti, che desideravano continuare l'attività senza però privarsi del brivido agonistico. Nacque così il Circuito dei Master, ovvero di atleti che dopo i 25 anni possono tesserarsi con un gruppo sportivo affiliato alla FIN e gareggiare. Le categorie in questo caso vanno di cinque anni in cinque anni, ovvero gli M25, dai 25 ai 29 anni; gli M30, dai 30 ai 34 e così via. Diffusosi soprattutto negli ultimi dieci anni, questo circuito ha raggruppato sia ex-atleti di buon livello, sia atleti che magari da giovani erano stati agonisti e che desideravano ritornare in vasca, ma anche nuotatori che per la prima volta si cimentavano nelle gare.
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