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  I benefici del nuoto
Quando ci immergiamo nell’acqua abbiamo la consapevolezza di essere come sospesi, sensazione opposta a quella che proviamo di solito sulla terraferma. Questo ci porta a fare movimenti diversi da quelli che siamo abituati a fare.
Il nuoto è uno sport completo, infatti esso consente di sviluppare più fasce muscolari di qualsiasi altra attività sportiva, aumenta la resistenza, la coordinazione e la capacità polmonare. Non ha particolari controindicazioni poiché l’acqua sostiene il peso e facilita il movimento. Il nuoto abitua al sacrificio, alla metodicità, alla costanza, al confronto con gli altri, alla consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti.
  Respirazione, moto e benessere osseo
I benefici del nuoto si vedono soprattutto sullo sviluppo osseo, infatti la gabbia toracica tende ad ingrandirsi, si possono correggere le deviazioni della colonna vertebrale e contemporaneamente non si sovraccaricano le articolazioni. Inoltre il nuoto stimola la coordinazione motoria e respiratoria ritmando inspirazione ed espirazione, può curare obesità e alta pressione. Anche l’aspetto psico-sociale della persona ne trae vantaggio, poiché si sviluppa una capacità di comprensione, di concentrazione, di apprendimento e spesso si ha anche un ritrovamento della stima in se stessi.
  L'aspetto psico-sociale per i bambini

I benefici che i bambini ne traggono sono ancora più evidenti; innanzi tutto si ha un potenziale sviluppo motorio e un miglioramento della concentrazione, inoltre il nuoto migliora la capacità del bimbo di percepire i pericoli. Il nuoto è anche lo sport ideale per le gestanti, che lo possono praticare fino alla fine della gravidanza. L’attività in acqua può essere utile perché aiuta a mantenere le capacità motorie; le esercitazioni in acqua agiscono non solo a livello muscolare, ma anche a livello respiratorio e circolatorio e devono essere eseguite in uno stato di rilassamento psicologico.

  Benessere per le mamme e prevenzione dagli infarti
L’acqua alleggerisce la schiena, quindi sarà d’aiuto a tutte le future mamme che soffrono di dolori lombari, favorisce anche la diminuzione della pressione sulla vescica; fare attività in acqua aiuta a sgonfiare le gambe e aumenta la diuresi. La pratica di attività in acqua è utile anche oltre i 60 anni, infatti si ha una maggiore protezione nei confronti di malattie del cuore e della circolazione, si possono attenuare disturbi al colesterolo e si può combattere anche il soprappeso. Il nuoto rende meno probabili l’infarto cardiaco, l’ictus e altre malattie circolatorie. Inoltre bisogna considerare che l’attività fisica dopo una certa età aiuta l’individuo a rimanere attivo, migliora l’immagine di se stesso.
  Il "salvamento"

Il nuoto viene usato anche per soccorso e per evitare affogamenti. Molto spesso si tratta di autosoccorso, quando una persona, che è caduta involontariamente in acqua, nuota per restare a galla e per raggiungere la riva. In aggiunta il nuoto viene usato per soccorrere altri nuotatori in difficoltà. Esistono diversi stili di nuoto adatti a questo scopo.Tali tecniche sono studiate ad esempio dai bagnini, o da membri della Guardia costiera. Il soccorso in acqua, dapprima praticato solo per recare aiuto a nuotatori in difficoltà, è oggi diventato un vero e proprio sport detto salvamento. Le competizioni di salvamento prevedono gare in acqua effettuate trasportando manichini, immergendosi in acqua sotto degli ostacoli per simulare il soccorso di persone già mezze affondate o simili.

  Il nuoto "master"

Dato il gran numero di praticanti a tutte le età, già negli anni ottanta si iniziò a codificare una categoria a parte per tutti quei nuotatori, sia ex-agonisti, sia nuovi adepti, che desideravano continuare l'attività senza però privarsi del brivido agonistico. Nacque così il Circuito dei Master, ovvero di atleti che dopo i 25 anni possono tesserarsi con un gruppo sportivo affiliato alla FIN e gareggiare. Le categorie in questo caso vanno di cinque anni in cinque anni, ovvero gli M25, dai 25 ai 29 anni; gli M30, dai 30 ai 34 e così via. Diffusosi soprattutto negli ultimi dieci anni, questo circuito ha raggruppato sia ex-atleti di buon livello, sia atleti che magari da giovani erano stati agonisti e che desideravano ritornare in vasca, ma anche nuotatori che per la prima volta si cimentavano nelle gare.

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